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MAGO PIRU' E IL MALDESTRO APPRENDISTA di Franco Marchetti - Daniela Bonifazi – Maria Laura Celli – Cecilia Bonazzi – Milvia Di Michele


Mago Pirù e il maldestro apprendista


Mago Pirù
                                                  
Un’esplosione fece vacillare i muri del grande laboratorio di mago Pirù ed un fumo grigio e denso si sparse       nell’ambiente, avvolgendo ogni cosa.  
”Abelardo! – tuonò l’anziano cultore della magia entrando come una furia – Ti avevo avvertito!...Tu…tu…sei la brutta copia di un apprendista! Non fai altro che combinare guai! Se non fossi il figlio di mia sorella Lucinda ti avrei già trasformato in topo e dato in pasto al gatto”!

Abelardo
Sul volto nerofumo del ragazzo spiccavano i grandi occhi, spalancati e increduli per l’ennesimo fallimento. “Maestro…ti chiedo perdono…io volevo esercitarmi e questa volta ero sicuro che sarei riuscito a”… “A demolire il laboratorio! Beh! Ce l’hai fatta! Contento”? – concluse mago Pirù.
Il volenteroso, ma piuttosto maldestro apprendista, chinò il capo sconsolato e, borbottando un: “Prima o poi ci riuscirò, sarò tanto bravo da superarti, mago Pirù… maestro dei miei stivali! Devo soltanto impegnarmi un po’ di più, studiare bene le miscele e poi....vedrai! Sarai costretto a rimangiarti i tuoi continui rimproveri”

Si avviò quindi verso il bosco che circondava il laboratorio, per sdraiarsi sotto una grande quercia e godere dell’ invitante frescura che gli avrebbe permesso di riordinare le idee.
Il dolce fruscio delle fronde, la voce del vento che catturava e portava con sè suoni e profumi, indusse in Abelardo un sonno profondo. E il ragazzo iniziò a sognare!
Abelardo,Gran maestro di cerimonie
Non era più apprendista del mago Pirù, ma Gran maestro delle arti magiche alla corte di re Onorio e della regina Fiandra, sulle Colline Fiorite. Era tenuto in grande considerazione e i sovrani ricorrevano spesso ai suoi poteri; lo consultavano anche prima di prendere qualunque decisione importante. Un giorno, durante un banchetto di corte, uno strano e inquietante individuo fu introdotto dal maestro di cerimonie al cospetto dei regnanti, presentato come Goffred de Marties, Cavaliere delle Valli Oscure, al servizio della regina Saturnia, che in quelle terre deteneva il potere.
" Cosa vi porta al nostro castello"? - chiese il re.
" La mia signora e padrona desidera porgere i suoi omaggi alle maestà vostre - rispose il cavaliere inchinandosi - e per mia voce chiede la mano della principessa Alma per il suo diletto figlio, il principe Bertrand".
La regina, sgomenta di fronte ad una simile richiesta, si volse verso il suo sposo implorandolo con lo sguardo di non acconsentire. Ma non ve n'era bisogno. Re Onorio, alzandosi in piedi tuonò:
" Come osa la tua padrona avanzare una simile pretesa! Nostra figlia è una perla rara, destinata al migliore degli uomini, non certo al rampollo di Saturnia, famoso per la sua malvagità e la totale mancanza di scrupoli. Mai e poi mai acconsentirò a questa unione. Va', e riferisci alla tua sovrana"
Il Cavaliere, stizzito, prese congedo senza neanche porgere omaggio ai regnanti, ritenendo gravissima l'offesa nei confronti della sua regina e del principe Bertrand.

Cavaliere nelle valli oscure

Cavalcò all'impazzata fino a raggiungere le Valli Oscure quando orami era tarda sera. Entrò nel castello e subito si fece annunciare alla Regina Saturnia. Quando fu al suo cospetto così parlò:
“Mia amata Signora, il Re Onorio non è degno di voi. Ha rifiutato la vostra offerta di matrimonio offendendo anche vostra Maestà ed il principe vostro figlio”.
“Come osa? – gridò con furore mai visto la sovrana delle Valli Oscure - Io l’ho degnato delle mie attenzioni ed egli così mi ripaga? Non ha diritto di vita. Miei consiglieri, studiate un piano per eliminarlo. La sua impudenza e la sua superbia meritano una tremenda punizione, che ricadrà sulla sua famiglia e sul suo reame tutto. Presto avrò io il potere sulle Colline Fiorite”!
“Una mela avvelenata, mia signora!” suggerì uno dei consiglieri.
Drago nel bosco
“Abbandoniamolo nel bosco alla mercè dei draghi!”- intervenne un altro.
“Trasformiamolo in rospo! - propose il terzo – Sarà il divertimento e il pasto dei maligni folletti”
“Facciamolo bollire nel paiolo con zampe di rana e code di lucertola” - consigliò il quarto.
“Trasformiamolo in burattino, e che gli si allunghi il naso quando dice bugie!” - imbeccò il quinto.
E poiché i consiglieri devono sempre essere dispari per poter arrivare ad una soluzione di maggioranza, poi fu silenzio.
La regina Saturnia, così ispirata, si alzò dal suo trono e concluse: “ E sia !”
I consiglieri si guardarono attoniti e il più anziano azzardò: “…Quindi ?”
La temibile sovrana li guardò con fare minaccioso: “Procedete con tutto ciò che avete proposto! La punizione dovrà essere esemplare!”
Fu a questo punto del sogno che Abelardo si svegliò: “Proprio adesso mi dovevo svegliare!” brontolò il giovane. Si alzò e intraprese la strada del rientro. Mentre camminava, però, i suoi pensieri lo riportarono al sogno e la sua mente fu catturata dall’ultima scena; “Però! Una bella miscela esplosiva tutti quei suggerimenti!” E senza rendersene neppure conto, preso da mille pensieri e progetti, iniziò a raccogliere erbe tossiche e velenose. Vide una lucertola….ma il piccolo rettile fu più veloce di lui e scappò nel folto della vegetazione. “Non fa niente, userò un pezzo di corteccia dell’albero della bile; servirà ugualmente allo scopo”.
Proseguendo, passò vicino al laghetto delle rane incantate “ Certo, la lucertola sopravvive anche senza coda, ma una rana senza zampe ! Le sostituirò con qualcos’altro, cosa può mai cambiare?”- si disse.
Scorpione nero nero
Procedendo verso il laboratorio, vide uno scorpione nero nero e grande, incredibilmente grande. “Ecco chi sostituirà le zampe di rana”! – disse tra sé e sé fregandosi le mani per l’eccitazione che lo aveva colto. “ Lo scorpione da sempre rappresenta un affascinante enigma, che senza essere né rettile né insetto, è tuttavia caratterizzato da entrambe le nature. È insetto per la corazza che lo ricopre, ma rettile per la vita sotterranea che conduce. Ora ho tutto ciò che mi occorre per una pozione coi fiocchi, ma che dico…coi controfiocchi”! E Abelardo catturò l’animale.
Al suo rientro non trovò Mago Pirù, e di ciò fu immensamente contento. Avrebbe potuto lavorare in santa pace, senza i rimbrotti e le lamentele dell’anziano zio e maestro. Accese il fuoco sotto un grande pentolone, colmo di acqua dello Stagno della Magia, che aveva già del suo speciali poteri. Quando essa iniziò a bollire, sprigionando un vapore denso e azzurrino, l’apprendista vi immerse, uno alla volta, tutti gli ingredienti che aveva reperito. Certo, egli non sapeva cosa in effetti stesse creando, ma questa volta era più che certo della riuscita del suo esperimento. Avrebbe poi avuto tutto il tempo per scoprire i magici effetti del siero che si andava formando, denso e dall’odore forte e pungente. Quando si accinse a gettare nell’acqua lo scorpione, esitò. Abelardo, come tutti i giovani, anche quelli con aspirazioni di diventare grandi maghi, aveva il cuore tenero, e non ebbe il coraggio di sacrificare l’animaletto. “ È pur sempre una creatura vivente, per di più io sono vegetariano… no, non posso fargli fare questa fine orribile”!
Il ragazzo non poteva immaginare che la sua decisione umanitaria avrebbe cambiato il corso degli eventi.
La pozione magica bollì e bollì, ma poiché mancava di un ingrediente, cambiò la sua natura e, da filtro punitivo che era destinato a diventare, divenne filtro d’amore.
Pozione magica
Abelardo tuttavia non sapeva neanche lui cosa stesse combinando e, da incosciente qual era, volle fare da cavia e … bevve un bel bicchierone di quel liquido.
Mamma mia che strana sensazione! La testa gli girava e le gambe gli tremavano. Quando finalmente riuscì a guardarsi intorno, dai suoi occhi cominciarono a uscire mille cuoricini rossi. Allora gridò:” Aiuto! Cosa mi accade”? Quale fu la sua meraviglia quando si accorse che, ad ogni parola da lui pronunciata, dalla sua bocca uscivano petali di fiori bianchi e rosa ..profumatissimi! Capirete bene il suo stupore!
Fu in quel momento che Mago Pirù rientrò; l'ira era sbollita e l'anziano era pronto a perdonare il suo maldestro, ma volenteroso apprendista. Trovando il laboratorio pieno di cuoricini e petali fluttuanti nell'aria come farfalle non credeva ai suoi occhi!
Cuoricini fluttuanti nell'aria
"Oh perbacco! Cos'hai fatto mio giovane aiutante? Mi sembra ovvio che questa volta un tuo esperimento ha avuto successo, ma...cosa hai creato"?
"Devo essere sincero - rispose Abelardo - non ne ho la più pallida idea maestro"! E così dicendo altri fiori uscirono dalla sua bocca, mentre i cuoricini rossi si erano presi una pausa."Ho capito...vediamo un po' di cosa si tratta"! - sospirò Pirù.
Il mago prese un poco di quel liquido e lo esaminò scrupolosamente con tutti i mezzi magici di cui disponeva. Infine, volgendosi verso il ragazzo, sorridendo disse:" Mio caro Abelardo, questo è il filtro d'amore più potente che io abbia mai visto. Basta una sola goccia per innamorarsi o far innamorare. Tu ne hai abusato e questi che vediamo sono gli effetti collaterali, ma non temere, spariranno a breve. Tra pochi minuti...niente più cuoricini, nè fiori! Sappi tuttavia che il filtro che hai bevuto non perderà immediatamente la sua efficacia, e quando incontrerai la fanciulla dei tuoi sogni sarai completamente soggiogato da lei".
"Davvero, maestro"?
"Davvero"!
" A dire il vero, c'è una donzella che mi piace molto, ma se lei non ricambiasse il mio sentimento"?" Una goccia, Abelardo...una goccia! Offrile un dolcetto, sul quale avrai messo una goccia del potente filtro d'amore che hai preparato, chissà come, e...voilà! La bella sarà cotta di te, anzi sarete entrambi cotti! Auguri e figli maschi...eh eh eh"! - ridacchiò quel buontempone di Pirù, che trovava la situazione molto divertente.
L'apprendista, finalmente felice di non aver combinato disastri e riconoscente nei confronti del suo maestro per il suo prezioso contributo nello scoprire le potenzialità del filtro, decise di far qualcosa per Mago Pirù.
Maga Marilù
Egli sapeva che l'anziano era da molti anni invaghito di una sua collega, la maga Marilù, che purtroppo non sembrava ricambiare il suo amore. Abelardo allora preparò la solita tisana per il suo maestro, mettendovi di nascosto una goccia della pozione. La metamorfosi di Pirù fu praticamente istantanea: il mago divenne immediatamente di buonumore, cosa alquanto rara, cominciò a canticchiare e a saltellare qua e là.
"Maestro, io vado a cercare le erbe che mi avete chiesto. Sarò di ritorno in un baleno"! E Abelardo uscì in fretta, verso la bottega del panettiere. Egli sapeva che quella mattina, come ogni mercoledì, il fornaio e pasticcere avrebbe preparato le sue famose ciambelle con le bacche rosa, che aveva per l’appunto colto nel bosco la sera prima, in gran quantità. Quando era tempo di maturazione di questa prelibata bacca, l’uomo ne faceva incetta per produrre le sue speciali ciambelle, di cui tutto il contado andava ghiotto, ma più che ad ogni altro esse piacevano alla maga Marilù, che quando avvertiva l'odore dei suoi dolci preferiti era la prima a precipitarsi dal panettiere per prenderne quante più potesse. " Dammi tante ciambelle! - soleva dire la maga - Io ti porterò una pozione che ti farà stare sempre in salute e ti proteggerà dai malanni".
Il pasticciere la guardava, con quel suo faccione rotondo come la luna piena, bonariamente le sorrideva, e l’accontentava. Quella mattina però fu Abelardo ad arrivare al forno prima di chiunque altro, prima ancora che le ciambelle fossero sfornate, così il profumo non si era ancora diffuso per le strade.
“Buongiorno! – disse il giovane – Devo chiederti un favore, mio caro artista dei dolciumi. Dovresti mettermi in un sacchetto le ciambelle che stai per sfornare, prima che il loro aroma si diffonda. Desidero fare una sorpresa alla maga Marilù, che come ben sai ne è golosa. Ho un debito di riconoscenza nei suoi confronti e così sono certo di farle piacere”. Il pasticcere esitò un attimo, pensando alla solita promessa della maga, che lo ripagava sempre con la pozione antimali, e lo disse ad Abelardo, che però lo rassicurò: “Non preoccuparti, amico mio, sarò io stesso a portarti il siero dopo la consegna”!
Ciambelle col filtro d'amore
Tranquillizzato, il fornaio preparò un bel fagottone di ciambelle fragranti. L’apprendista si diresse senza indugiare a casa di Marilù, ma prima di bussare alla sua porta aprì il sacchetto e mise una goccia del suo filtro in ogni ciambella. Alla Maga brillarono gli occhi alla vista dei dolci di cui era più che golosa; non seppe resistere, aprì il fagotto e subito mangiò una ciambella. Il sapore era leggermente diverso, ma lei non ci fece troppo caso Erano comunque deliziose. "Sarà uno sciroppo aggiunto per renderle ancora più appetitose. – pensò – Grazie Abelardo! Sei stato davvero gentile. Posso fare qualcosa per te”?
“Beh, a dir la verità, una cosa ci sarebbe, cara maga. Mio zio Pirù vorrebbe vederti. Sai, deve rivelarti una cosa molto importante, e sarebbe lieto se tu potessi raggiungerlo nel suo laboratorio, dove potrebbe mostrarti ciò che deve”.
“Oh…naturalmente! Verrò appena possibile”
Abelardo sapeva bene che la maga era una gran curiosona e non avrebbe resistito. Dopo una scorpacciata di ciambelle, che erano al primo posto in assoluto, si sarebbe precipitata dal collega.
"Chissà cosa accadrà quando i due si incontreranno”? – si chiedeva il ragazzo eccitato, e con questi pensieri in testa prese la via del ritorno. Ma ad un tratto Abelardo si fermò di colpo! "Come ho fatto a non pensarci? Marilù si innamorerà della prima persona che guarderà negli occhi, dopo aver mangiato una ciambella imbevuta del filtro magico. Non può esser lei a recarsi da Mago Pirù, dovrà essere lui stesso a venire a casa della maga"!
Tornò sui suoi passi e bussò nuovamente alla porta della maga.
"Perdonami mia signora. Ho un nuovo messaggio da parte del mio maestro: egli ti chiede di aspettarlo nella tua dimora. Sarà lui a venire da te, poichè non deve solo dirti qualcosa di importante, ma deve anche darti un oggetto estremamente significativo. Quindi ti prego di attenderlo. A breve sarà qui"!
"Oh, va bene ragazzo! Di' pure a Pirù di fare con comodo, mi stavo accingendo a fare una maschera di bellezza"!
"Meglio di così"! - pensò Abelardo schizzando via a gran velocità.
Gran manuale della magia
Quando ebbe raggiunto il laboratorio vi trovò il suo maestro che leggeva il Gran Manuale della Magia; voleva creare l'anello di fidanzamento più bello che mai fosse esistito. Era talmente euforico e desideroso d'amore che, una volta operata la magia, era sua intenzione "volare" dalla sua amata e dichiararsi. Per fortuna egli non correva il rischio di innamorarsi di chicchessia durante il tragitto, essendo già perdutamente ammaliato dalle grazie di Marilù.
"Ammira, mio giovane apprendista"! - disse il mago mostrando al ragazzo un anello a dir poco fantastico.
Era veramente meraviglioso, ma bisognava muoversi in fretta, prima che l'effetto del filtro ingerito da Maga Marilù con le ciambelle svanisse.
"Oh, sì...è molto, molto bello. Ora vi prego però di seguirmi subito...c'è bisogno di voi. Venite maestro, presto...vi spiegherò strada facendo"!
E, preso Pirù per la manica della tunica, Abelardo lo trascinò fino alla casa di Marilù. Bussò energicamente e, quando la donna aprì la porta e i due maghi si guardarono negli occhi, scoccò la scintilla: cuoricini rossi si sprigionarono ovunque e l'apprendista vide petali di fiori bianchi e rosa volteggiare nell'aria come le parole d'amore che Pirù dedicò alla sua amata mentre, inginocchiato dinanzi a lei, le porgeva il prezioso anello. Era fatta! Abelardo si stava crogiolando nella soddisfazione di essere lui l'artefice di quanto accaduto, quando...SLAM! La porta di Marilù gli fu chiusa in faccia con un " Vai a farti un giro, ragazzo...o meglio...pensa alla tua donzella. Ora tocca a te..ih ih"
Le parole del suo maestro lo "gasarono". L'apprendista, ormai sulla via del corretto apprendimento e si spera immune dai passati disastri, tornò di corsa al laboratorio.A fare cosa?
Apprendista maga Malvina
Ma naturalmente a consultare anch'egli il Gran Manuale della Magia per poter creare un anello altrettanto bello da donare all'apprendista maga Malvina, la sua...donzella.
"Speriamo bene! - pensò il ragazzo mentre trafficava con questo e quello, e mescolava e pronunciava la magica formula a compimento del rito. Chiuse gli occhi per scaramanzia e quando li riaprì non potè trattenersi da un enfatico: "Oh! Per tutto l'universo della magia! Non ci posso credere...ce l'ho fatta"!
Era così. Il giovane apprendista non c'era più, il suo posto era stato preso da Mago Abelardo, a tutti gli effetti.
Orgoglioso e felice, il neomago uscì baldandoso dal laboratorio, recando in una mano il cofanetto che conteneva il suo anello di fidanzamento e nell'altra...vi state chiedendo cosa portasse? Ma una ciambella al filtro d'amore naturalmente, con una goccia...una sola goccia. Ne aveva abbastanza di cuoricini e petali! La sua vita si annunciava ora ricca di amore e di soddisfazioni e di chissà quali e quante altre conquiste! Potenza della magia!

Daniela Bonifazi – Maria Laura Celli – Cecilia Bonazzi – Milvia Di Michele – Franco Marchetti
Tutte le foto sono state tratte dal web

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