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RICORDI PREZIOSI..Filastrocche e poesie



FILASTROCCHE


STEFANIA GALLESCHI
Il mio Angelo
Ogni tanto...
penso a quando
ancora piccolina
caro babbo
mi facevi una moina
mi dicevi una parolina.
Poi mi accarezzavi
e stretta mi baciavi
ti amo tanto 
ridendo mi dicevi
e se il mio pianto
rigava copioso il viso
di tutto facevi
per darmi il paradiso.
Ora ti dico in rima
ti amo come prima
anche se non ti vedo
ma vicino a me ti credo
che mi guardi angelo caro
coi tuoi occhi di cielo chiaro.



LALLA TOSI

Ieri sera ti ho cercato
e di te ho ricordato
il tuo incedere elegante
il tuo passo un pò esitante
i tuoi occhi mal vedevano
ma per me quanto ridevano..
quando mi cantavan storielle
di maghi e maghelle
quando vedevi esultante
il mio profitto eclatante
eri orgoglioso di quanro facevo
ed io lo sentivo e ridevo..
Ieri le nostre giornate
ho tanto ricordate.




POESIE



DE GAETANO FRANCESCO

Ti ricordi che caldo faceva in quel luglio del 2003?
Respirare si faceva fatica, persino soffrire, se possibile,
era più pesante.

Ti ricordi, ogni volta che venivo a trovarti,
mi chiedevi sempre di metterti le scarpe.

Volevi ad ogni costo andare a casa,
quello che ti dicevo non ti bastava,
volevi vedere di persona la mamma come stava.

Quelle scarpe, Papà, le ho conservate,
pulite, lucide, come nuove.
Perché, quando, infine sei partito, ormai non ti servivano più.

Le tengo care quelle scarpe, Papà, le ho qui con me
perché sono un ricordo di te.

Tuo figlio



LALLA TOSI

Ricordo il passo tuo stanco
arrivavi a fatica da me.
Ricordo la mano tremante
di chi si fidava e
dicevi mostrando gli esami:
che vogliono dire?
Fammi capire......
Ma certo dicevo con voce pacata
e iniziavamo la nostra passeggiata.
Sempre più breve ,sempre più lieve il tuo passo
strusciante ...oh mi sembravi
pesante.
Poi l'ultima pera..
e ..il tuo lieve lievissimo
Grazie!



MAURIZIA ZUCCHETTI

“Cara sorella” (maggio, 4 2010)
Vi accettavate
Vi comprendevate
Vi confrontavate
Vi confortavate
Vi tendevate la mano
Vi tenevate per mano
Sdrammatizzavate
Ne ridevate
da compagni
di sventura
Stringevate i pugni
nella solitudine
Condividevate
la forza interiore
Spartivate
la sofferenza
come buoni camerati
Partecipavi
la speranza
Ci sostenevi
tu
nel dolore
al tuo dolore
E quando il viaggio
ha cambiato rotta
non lacrime
hai lasciato
ma sorrisi
in chi ti ha amata
Non rabbia
hai domandato
ma gioia
per la vita
Per chi è rimasto
sei nei ricordi
viva
nei tuoi insegnamenti
Per te
che sei in viaggio
è la pace.




DANIELA TRINCI

Bianca luna che brilli
nel cielo scuro della sera
accogli per favore
questa mia preghiera,
tu che da sempre ascolti
le confidenze della gente
mostrando sempre a tutti
il tuo volto sorridente,
ascolta anche me
per una volta sola
e mandami presto un segno
che proprio mi consola.
Da quattro anni ormai
lui se n'è andato
senza dirmi un'ultima parola
mi ha lasciato:
eppure ero lì
seduta a lui accanto
che lo pregavo di non andare via
con voce rotta dal pianto.
Sicura che mi sentisse
“Forza babbo, resisti, devi farcela”
gli dicevo
anche se in fondo al cuor
il peggio io temevo,
perché l'immobilità del suo sguardo
perduto e ormai lontano,
quel suo respiro a scatti,
faticoso e strano
mi facevano capire
che indietro non poteva più tornare.
Gli strofinavo dolcemente le spalle
a infondergli un po' di calore,
gli sussurravo “ti voglio tanto bene”
con tanto tanto amore.
Non credo però
che mi abbia mai sentito
anche se ho pregato il Cielo
che lo abbia capito;
e ancora oggi
che pur del tempo è passato
non riesco a rassegnarmi
di averlo troppo presto perduto.
Perciò, mia cara luna,
se vedi in ciel la sua stella
digli di brillare
di una luce intensa e bella,
così io possa capire
che ora lui sta bene,
così una ragione io mi posso fare
anche se sempre vivo
sarà dentro il mio cuore.




ROSSELLA CECCARELLI
Bianche calle

Dentro ai miei fiori
vive un’anima persa
colei che un giorno ha vissuto
che ha rinnovato con cura
quei semi e germogli
risvegliati dal sole
dal continuo mutar delle stagioni
Poi un di’ si impose il destino
e sul finir di un palpito
il buio…
Ma non tutto e’ perso
non tutto si e’ dileguato nell’ombra
nel bianco manto avvolto
trafitto da oro pungente
colgo ancor care rimembranze
uno struggente passato
un anelante ricordo
Son fiori che mi lasciano pensare
che non fanno dimenticare
Ecco un’altra primavera
ed essi ci sono ancora spuntano di nuovo
una presenza che si rinnova
forse…
per non morire mai.



SERENELLA MENICHETTI
Amica
Dietro al bancone
volto di biscuit
pezzo unico
di serie bruciata
dal sole d'agosto.
Accogliente
occhi ammiccanti
offri caffè scuro,
in vetro trasparente
graziosamente con
mani di porcellana.
Sembri, una
grande Gheisha.
che serve il sakè
Pieghi con garbo
banconote che
poi lasci scivolare
nell'incavo di
seni candidi.
Il mare spruzza
in lontananza
in uno schermo
la sua schiuma,
odore di salsedine
rimane fuori.
Distesa di sabbia
dorata,non vedi.
Tu nel tuo mondo
di profumi brasiliani,
di avventori, esigenti
accogli,disseti,nutri.
Ogni mattina,
profumi di crema
e vaniglia nelle narici,
vedi sorgere l'alba
con pupille di luce,
La sera stanca,
l'odore pungente
di pizza ti scuote,
il sole intanto
si annega accaldato
nell'acqua del mare.
Tu,come ogni sera
detergi,lucidi
tavoli e stoviglie.
Grande Gheisha
stanca.
E' giunta per
te l'ora del
giusto riposo.
La camera tua
sopra il bar
ti attende,
un letto di lino,
ti accoglie,tra
fresche e candide
braccia.
Là fuori, in spiaggia
la gente frescheggia.
La notte è piena
di stelle,di vita,
La musica,impazza
cantando sguaiata.
Rimbomba.
Un pallido grido di
aiuto si perde con lei,
nessuno lo sente.
Tu povera Gheisha
stanca,poi subito
taci,aria ti sfugge,
ti lascia spietata.
La gola si chiude.
Il buio, ti spegne.
Nè albe dorate
nè luce di soli
annegati ormai
vedrai più.
Adesso che il
il corpo tuo pallido,
ingombrante,
di porcellana
giace fermo sul
pavimento scuro.
La tua anima vola
in spiagge di giada
in mari turchesi.
Danzando leggera
su cristallo marino,
fra albe di luce e
tramonti annegati.

E' così che io ti penso
mia giovane povera amica


MILVIA DI MICHELE
Dedicato a chi non si dimentica 
E poi ci sono quelle poesie che non hai mai letto.
Ti ho lasciato credere che celassero sospiri
e imbarazzanti frasi d’amore.
Poi, tu te ne sei andato.
Ora mi manca il tuo bussare alla finestra,
quando venivi da noi, la sera,
per informarmi, dicevi,
perché le donne devono sapere.
E tu, maschilista come mai,
pure mi portavi dentro casa il mondo,
e le pareti della cucina diventavano chiare.
-Non lavare i piatti! – dicevi
-Ascoltaci! E’ importante. -
E parlavamo di politica, di sindacato, di economia,
e infine, sempre di storie d’amore.
E si rideva … si rideva …
Ora ci sono queste poesie che non hai mai letto,
e mi manca la possibilità di dartele,
come mi mancheranno, l’estate vicina,
le sere calde, passate all’aperto,

sotto l’albero, in cerchio, davanti casa mia.




LALLA TOSI
Mamma
Chi sei?
Chi sei stata?
Chi sarai?
Frantumi di parole
movimenti inconsulti
attimi di quiete
ere di sofferenze
Uno sguardo che sfugge
un aggrovigliarsi di vecchi gesti
mi ricordano
il tuo piglio forte e sicuro...
Neppure tu..riconosceresti
te stessa.
Ormai non resta
che darti addio
non ho avuto tempo
no,non ho avuto tempo
non hai concesso tempo
non hai aspettato....
me.

2 commenti:

  1. Scusate....forse non era nel vostro..intento, ma io ho le lacrime agli occhi....una più "commovente" dell'altra. Ho letto parole di intensa emozione, ho potuto "sentire" la dolcezza e la tenerezza e, in qualche caso, forse "rabbia" che le accompagnavano, ho potuto "vedere" e "toccare" queste sensazioni così..intime, profonde. Vi voglio bene e vi abbraccio tutti.

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  2. Grazie Wanda a nome del gruppo. Un bacio!!!!

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