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"Speranza" favola di Daniela Bonifazi-Milvia Di Michele-Stefania Galleschi-Serenella Menichetti



Speranza

L'anno volgeva oramai al termine. Trentun Dicembre solo poche ore e...PLUFF!!, come per magia un vecchio dalla lunga barba e dal volto rugoso per i tanti, troppo affanni, che lo avevano travolto in quei lunghi dodici mesi, avrebbe lasciato il posto ad un neonato, che nulla ancora sapeva di ciò che lo attendeva e delle innumerevoli aspettative che gli abitanti del Mondo avrebbero riversato su di lui.
Il vecchio anno, aspettando il fatidico evento, sedette sul trono che presto avrebbe lasciato e, chinandosi con il gomito appoggiato sul ginocchio ed il mento sulla mano, chiuse gli stanchi e doloranti occhi ed iniziò a meditare.
- "Cos'è andato storto"? - pensava – "Perché la gente si trova in condizioni sempre più precarie? I ricchi restano ricchi ed i meno abbienti continuano a dover fare i conti ogni mese con le difficoltà. Devo assolutamente cercare una soluzione accettabile, da suggerire al mio successore, una specie di testamento.
Ma cosa? Cosa”? - pensava e ripensava tra sé il caro vecchietto- “Gli unici capaci di guardare il mondo con gioia contagiosa sono i bimbi, ma, appunto, sono solo bimbi, frugoletti senza potere, fragili, però....”
E il vecchio, reso saggio dal tempo vissuto, acquistò nel volto un'aria soddisfatta e misteriosa.
Chissà quale lampadina si era accesa nella sua testa canuta e un po' calva.
Semplice! Il vecchio si era ricordato che il dono della “magia del cambiamento" era dato solo a chi guarda il mondo con gioia, e questa sua memoria di antica saggezza tramandata oralmente da molti anni, gli aveva aperto la porta a speranze e a progetti.
Sì -si disse di nuovo il vecchio anno - saranno loro ad aiutarmi, i bimbi”
Ma doveva agire in fretta. Le lancette dell'orologio inesorabilmente, con il loro incessante TIC TAC, segnavano il trascorrere del tempo, solo poche ore e il vecchio avrebbe lasciato posto al nuovo. Il vecchio anno era allo stremo delle forze, ma con tutte le energie che ancora gli restavano, chiamò Cronos, il suo prezioso assistente, che lo avrebbe seguito nel cammino predestinato. Sì, il cambiamento sarebbe stato radicale: nuovo anno e nuovo assistente. Cronos si era rivelato un aiuto prezioso in quei dodici mesi trascorsi così velocemente e non sempre ciò accade; bisogna essere fortunati per trovare un collaboratore veramente in gamba.
-" Signore"- chiese Cronos - 

"Come posso esservi utile"? 
-" Mio caro amico, ti ho chiamato perché tu ed io dobbiamo preparare la strada al nuovo anno e dobbiamo sbrigarci, tempus fugit" - disse indicando il grande orologio.
- "Preparare la strada? Ma signore, non capisco! Cosa dovremmo fare esattamente"?
-"I bambini, Cronos, i bambini, devi eseguire una missione di grande importanza e urgenza. I bambini sono il futuro, essi guardano con gli occhi dell'innocenza e hanno il cuore puro. I bambini sono la chiave per un grande cambiamento, essi porteranno la gioia nell'anno che sta per nascere e forse i potenti della Terra, finalmente, daranno ascolto alla gioia piuttosto che all'odio, alle ingiurie, alle ingiustizie e se riusciranno a vedere il Mondo con gli occhi di un bambino, potrebbe verificarsi un miracolo. Va', Cronos, cerca i bambini e portali qui nel più breve tempo possibile, va'...corri!
E Cronos se ne andò velocemente via circumnavigando, anzi circumvolando attorno alla Terra, in cerca di bimbi che cambiassero il destino del Mondo. Volò, volò, volò, ma non gli fu possibile prelevare alcun bambino.
-“I bimbi non si toccano! - gli ingiunse madame Aria - Mai, neanche per una causa degnissima”!
-“No! - aggiunse sorella Acqua- Non si fa proprio, i bimbi vanno lasciati vivere in libertà”!
-“Scherziamo?- gridò madre Terra - Non se ne parla proprio”! - e tenne tutti i pargoli incollati a sé.
Cronos fu costretto a tornare dall’anno vecchio, tutto mortificato, con la coda ( del tempo) tra le gambe. Gli disse- “Ho fallito, sì, ho fallito, non lo avrei mai immaginato. Io, il re dell’esistenza terrena, io temuto e lusingato da tutti, ho fallito! Anno vecchio mio, devi cercare un’altra soluzione.”
E la soluzione c’era. Facile facile, solo che nessuno ci aveva ancora mai pensato. Un episodio curioso fu determinante: L’anno nuovo, mentre aspettava di arrivare, siccome si era annoiato un po’, infranse le regole e sbirciò per vedere cosa succedesse nell’anno vecchio e, il Tempo si annullò, tutto per un attimo si fermò, senza più energia vitale. “Accadde come nella favola della " Bella Addormentata nel bosco". Il sorriso dell'Anno nuovo restò senza movimento nella sua bocca, i sospiri dell'Anno vecchio non ebbero più voce.
Ma c'era il sacro Fuoco che continuava ad ardere, c'era l'anima del Mondo che doveva ancora dire la sua, mentre tutto era immobile.
Dal ventre della Terra, esso, percepiva un' atmosfera strana., silenzio, troppo silenzio e questo lo inquietava e un po' lo terrorizzava. Mai, da secoli e secoli aveva percepito questo stato angosciante. Il fuoco che è la vita, l'amore, la speranza, che viene conservata nel cuore della Terra, capì che era il momento di agire, quel silenzio gli poteva tornare utile.
Il sacro Fuoco si sentì investito di un compito importante: le sorti del mondo, adesso dipendevano da lui. Allora, sprigionò miliardi di fiammelle ognuna delle quali era composta da molecole di vita, di speranza e soprattutto di amore.
Esse uscirono dal cuore della Terra, salendo in superficie. La crosta terrestre, a quel tepore vitale, aprì piccole fessure, così le fiammelle ebbero via libera, si diffusero nel mondo ed entrarono nel cuore dei bambini addormentati. Il loro cuoricino sensibile e aperto al bene si riscaldò e l'amore uscì con tutta la sua forza. Ogni bimbo consolò, strinse la mano, sorrise, baciò il povero, il derelitto, il clandestino, il malato, l'abbandonato e così tutti gli infelici del mondo ebbero sollievo, tenerezza, amore e speranza.
Speranza...Speranza
che mai non ne avanza
ma, poca ce n' è…
vieni a me, vieni a me”

Il fuoco così parlò, così scaldò..

L'anno vecchio sospirò nuovamente, il sorriso dell'anno nuovo ebbe mille sfumature di gioia e una cantilena si sparse nell'aria:
il Mondo sperò, spera, spererà,
finché Speranza regnerà.
Una fiamma accesa manterrà
Speranza e pace a volontà.
Che ci sia più fratellanza
ed amore in abbondanza,
che quest'anno sia segnato
da un calore ritrovato
dentro il cuore e nella mente
di tutta questa brava gente.           
Così insieme si costruirà
una nuova civiltà.
Un mondo tutto d'oro,
dove ognuno ha un lavoro,
un mondo davvero giusto
da viver con più gusto.
Ma se voi non crederete
la magia annullerete,
tutto allora tornerà
proprio come poco fa.
Ci voglion fede e amore
per un mondo assai migliore,
sarà utile il coraggio
per un mondo buono e saggio
sarà bello perdonare,
ed ai poveri donare,
niente è più importante
di un amore assai costante
Ogni cuor vivrà felice
se fra noi sarà la pace.




Daniela Bonifazi-Milvia Di Michele -Stefania Galleschi-Serenella Menichetti

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